L’ultimo Rapporto “Osservasalute”, presentato ieri a Roma, attribuisce alla Campania un triste primato: è la Regione più esposta al rischio di mortalità riconducibile alla malasanità.

I dati raccolti si riferiscono al biennio 2012-2013.

Per cui, mentre in Lombardia, Trentino Alto Adige, Emilia Romagna, Veneto, Toscana, Umbria e Marche, le morti dovute ad errori sanitari sono inferiori alla media nazionale (72 ogni 100.000), in Campania arrivano a 92 ogni 100.000.

Il Rapporto è realizzato dall’Osservatorio Nazionale sulla salute ed è frutto del lavoro di 180 ricercatori.

La nota più stonata continua ad essere quella dei tumori: in Campania si registrano 38 morti ogni 10.000 abitanti, dato più alto del Paese.

E’ doloroso elencare i record negativi della Campania, con le sue province di Napoli, Caserta, Benevento, Avellino e Salerno:

  • record di minor durata della vita: 2 anni di vita in meno rispetto alla media nazionale;
  • record nazionale di fumatori (22%);
  • record di persone in sovrappeso (39%);
  • record di mortalità per tumori (38 decessi ogni 10.000 abitanti);
  • spesa sanitaria pro capite più bassa d’Italia nel 2015 (1.726 euro a fronte dei 1.838 della media nazionale).

E’ curioso infine notare che il Rapporto, al capitolo “Ambiente”, riporta i dati, Regione per Regione, relativi alla produzione e allo smaltimento di rifiuti speciali o pericolosi (in tonnellate). E però, incredibile ma vero, per la Campania alle due voci indica solo un “N.D.” ovvero “dato non disponibile” !! Insomma, sono informazioni che non ci è dato sapere. Almeno per ora.